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13.06.17 - Con la t-shirt Modulo Fest entri gratis

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T-SHIRT Modulo Fest 2017
parteciperò” + ordine via chat = TSHIRT + ingresso omaggio

Sono arrivate le t-shirt ufficiali #MODULOFEST17. Si possono PREORDINARE ottenendo uno speciale omaggio: basta effettuare il pagamento seguendo i pulsanti sotto il post, mettere “parteciperò” all’evento Modulo Fest e inviare la ricevuta in privato (con la chat di facebook) a MAGMA, indicando il nome di chi ha effettuato l’ordine.

Preordinandola, al costo è di 15€ (22€ con spedizione a casa), MAGMA offre un ingresso omaggio per una seconda giornata del festival a scelta. La t-shirt potrà essere ritirata da GAIA oppure spedita direttamente a casa. L’omaggio potrà essere ritirato all’ingresso presentando la mail di conferma del preorder.

Vi aspettiamo alle tre giornate del festival, 16-17 giugno al Magazzino Darsena (Cervia), 18 giugno al Woodpecker (Milano Marittima).
E tanto per ricordare la line up di quest’anno, i tre giorni del festival curato da MAGMA con l’obiettivo di promuovere la sperimentazione musicale e l’arte contemporanea all’interno di luoghi emblematici della riviera romagnola, vedranno in calendario:
Roly Porter live (UK)
Peder Mannerfelt live (SWE)
Croatian Amor live (DEN)
Palmistry live (UK)
SKY H1 live (BE)
Mara Oscar Cassiani live (IT)
• Healing Force Project djset (IT)

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Consegna
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09.06.17 - Prigionieri di Peder Mannerfelt al day2 del Modulo Fest

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Catene, lamiere, cancelli. Sabato 17 giugno, durante la seconda serata del Modulo Fest 2017 lasciatevi incatenare da Peder Mannerfelt, uno dei più influenti artisti elettronici dell’ultima decade nel panorama svedese. Salirà sul palco del Magazzino Darsena dopo SKY H1 e Croatian Amor.

peder-mannerfelt Il suo obiettivo, dice lui, è rinchiudere l’ascoltatore in una scatola di metallo, imprigionarlo e incatenarlo con suoni stordenti, pesanti e metallici.
Forse avrete già sentito parlare di Peder, forse no, ma solo perché in passato ha lavorato su un’enorme quantità di progetti di notevole successo sotto diverso pseudonimo. Forse lo conoscete come “The Subliminal Kid”, forse come componente del duo “Roll The Dice”.
Nel 2014 debutta con il suo LP da solita utilizzando per la prima volta il suo nome di battesimo, quasi a voler richiamare quanto c’è di lui in quell’album.

S’intuisce l’animo di un artista allo stesso tempo anticonformista e camaleontico, capace di adattare il suo stile dentro forme e strutture rigide e delineate, bravo a lavorare quasi interamente senza forma o struttura.
Questa mimesi emerge dall’ascolto del primo LP “Line Describing Circles”, così cupo e tanto vicino all’obsure techno dei tempi di The Subliminal Kid, ma così lontano dall’album successivo “Controlling Body”, dalle sonorità più vivaci e spaziali.
Lasciarsi incatenare da Peder Mannerfelt, equivale a farsi trasportare da una sonorità all’altra. E’ un farsi rinchiudere e incatenare… da ottime mani.

07.06.17 - Il Magazzino Darsena tra i riti digitali di Mara Oscar Cassiani

mara oscar cassiani

Iperconnessi. Potremmo definirci così. Viviamo in un’era caratterizzata dall’ondata digitale, in cui tra uno snap e un post è diventato quasi ridicolo parlare di una distinzione tra “reale” e “virtuale”. Piuttosto la nostra è un’era fatta di luoghi fisici e luoghi virtuali, entrambi abitabili e nei quali si sviluppano le nostre relazioni e le nostre esperienze.
Un concetto che ha capito molto bene Mara Oscar Cassiani, l’artista che si esibirà durante la prima serata del MODULO FEST 2017, venerdì 16 giugno alle 22.30 al Magazzino Darsena.

foto-cassiani-wifi-raum063-1Mara si tuffa nell’ambito della performance, della coreografia e dei nuovi media, con una sua personalissima ricerca incentrata sulla creazione di un’iconografia contemporanea. Una ricerca dei nuovi linguaggi e dei rituali che vengono cambiati, stravolti, ricreati dal mondo di internet, dal capitalismo e dalla società del desiderio.
Abbiamo detto che in questa era reale e virtuale si fondono, si mischiano e lo stesso accade durante la performance; che tra video e artista diventa un’esperienza live e mediata allo stesso tempo.
Proprio come il rapporto che Mara intrattiene con il suo pubblico, un rapporto che riprende tanto di quello che viviamo ogni giorno, con l’uso di internet e dei social network: una connessione diretta, viva, ma allo stesso tempo anche mediata dagli schermi.
Tra musiche, suoni e rumori, Mara Oscar Cassiani porterà al Modulo Fest un’esperienza, una performance immagine e icona dei nostri tempi, estremamente personale, ma allo stesso tempo condivisa.

06.06.17 - Le sfere celesti di Sky H1, tra ipnosi e cori di synth

Sky h1

Arriva dal Belgio, in un volo che attraversa festival su festival in mezza Europa, Fiber Festival ad Amsterdam, Wiener Festwochen, Future Flux a Rotterdam, Saturnalia a Milano. Poi atterra al MODULO FEST. Naturale che toccasse a lei accendere i live nella cattedrale sull’acqua di Magma, per il day2 del Magazzino Darsena di Cervia, prima di riprendere il volo verso i festival del Nord. E chi non vorrebbe seguire la scia ipnotica di SKY H1, la producer belga, considerata tra le più eccitanti novità della scena elettronica del vecchio continente.
sky h1
Dimenticatevi le classificazioni, per ridare un nuovo significato alla parola “ambient”. Stellare, celeste, quasi fiabesco, il flusso di suoni che emerge da “Motion” – l’EP licenziato nel 2016 per Codes (ramo della Pan di Bill Kouligas) – è un mix che punta al subilme, al malinconico, all’onirico, dirigendo a bacchetta un coro di synth. Il disco è il secondo lavoro di Sky H1, che le è valso il titolo di Album del mese per Mixmag.

L’esordio però risale al 2015, naturalmente in salsa berlinese, sotto l’egida della scuderia Creamcake. Da qui il salto diretto tra le 16 tracce della compilation imbastita in casa Pan tra colossi e nuovi volti. Non poteva esserci modo migliore per aprire i live di sabato 17 giugno al Magazzino Darsena. Alle 21.45 il cielo di “synthetizzato” di Sky H1 aprirà le porte di un paradiso sempre più materico e meno volatile, popolato dalla “bubblegum industrial” di Croatian Amor (h. 22.45) per concludersi con le porte dell’altissimo, fatte dei catenacci battenti di Peder Mannerfelt (h. 23.45). E a quel punto, il paradiso vi sembrerà più concreto che mai.

03.06.17 - God save the dancehall… Il dilemma di Palmistry

Palmistry

Ci sono voluti sei anni. Un periodo lunghissimo, fatto di lavori dietro le quinte, composizioni, produzioni. Poi Palmistry è uscito dalla cameretta. E il risultato è “Pagan”, un album debutto di 36 minuti, prodotto e scritto secondo per secondo da Benjy Keating, nome e volto del visionario cantante e produttore londinese, mente del progetto.
Una voce inconfondibile inserita in uno stile unico: quello che mescola pop, suoni da dancehall e ritmica soft che duetta con le prime due lasciandosi sovrastare.
Ecco a voi forse il più orecchiabile dei live del Modulo Fest, headline del day 1 al Magazzino Darsena il 16 giugno alle 23.45, preceduto dal live di Mara Oscar Cassiani.

Palmistry

Pensare che tutto si deve alle insistenze del coinquilino
. Se Keatin ha iniziato a fare musica in quella stanza a Sud di Londra, lo si deve a Domini Dvorak (aka il producer Felicita). Da qui sono iniziati gli ascolti e le prime composizioni, sempre mantenendo al centro la voce malinconica, introversa, a tratti quasi catturata durante un sospiro.
Il risultato di questi mix sono pezzi come Club Aso. Una dance carica di attesa, che quando sembra pronta a deludere scadendo con una detestabile cassa dritta, ti sorprende e continua imperterrita a rimandare la partenza, concedendo spazio solo alla linea vocale e poco altro, in un cerchio che non si chiude e rimane in sospeso.

Tutto ciò si unisce a una scrittura che vaga tra nonsense ed espressione della condizione umana, diluita lungo i 15 brani del disco. L’ascolto è una veloce discesa vocale, su scalinate di loop canticchiabili, in una ritmica stile soca che porta a Trinidad. Dancehall o no, noi siamo curiosi: “Just to clarify dancehall never died, and also I don’t make dancehall”, è uno dei passati tweet di Keating… Come a dire, tanto per la cronaca, è no.

31.05.17 - Arrivare, mangiare e dormire: come (non) perdersi nel Modulo Fest

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Partiamo dall’ABC su come raggiungere dal 16 al 18 giugno il MODULO FEST, come arrivare, cosa mangiare, dove dormire, ecc… Quali sono le due location in cui si svolgerà la terza edizione del festival di MAGMA dovrebbero essere chiare. Ma non si sa mai.

DAY 1/2 – MAGAZZINO DARSENA – 16-17 giugno
L’ex Magazzino del sale si trova nel centro di Cervia, si affaccia sul canale e su piazzale dei Salinari, costeggiato da viale Alfredo Oriani e via Bonaldo.
Qui trovate la posizione esatta nella mappa MAGAZZINO DARSENA -> https://goo.gl/maps/vG5NNiUPCvk

DAY 3 – WOODPECKER – 18 giugno
L’ex discoteca Woodpecker si trova alla fine di Milano Marittima, prima di Lido di Savio. L’unico modo per accedere è dal parcheggio creato per l’occasione lungo viale Nullo Baldini, e procedere a piedi lungo il sentiero creato nei giorni precedenti al festival per raggiungere la struttura inghiottita dalla vegetazione. Non è facile trovarlo per chi non è pratico, ma ce la metteremo tutta per farci notare.
Qui l’esatta posizione del WOODPECKER -> https://goo.gl/maps/82Awg1VGteG2

DOVE MANGIARE
All’interno del festival saranno presenti due food point:
Enoteca Pisacane (Cervia) e Cà de be (Bertinoro)
Food truck Cinemadivino

DOVE DORMIRE
Seppur per qualche ora, dovrete pur riposare per recuperare le energie e affrontare tutti e tre i giorni del festival. Vi diamo qualche consiglio sugli alloggi.
Hotel Rosa Cervia
Hotel Parco Milano Marittima
Hotel Franca Milano Marittima
Hotel Luxor Milano Marittima
Hotel Orsa Maggiore Milano Marittima
Hotel Torremaura Milano Marittima
Hotel San Marco Milano Marittima
Hotel Rudy Cervia
Hotel Villapina Milano Marittima
Hotel Primula Azzurra
Locanda da Lorenzo

Se preferite un campeggio:
Campeggio Romagna
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Contatti per informazioni varie:
info@magma.zone

30.05.17 - Il “bubblegum” industriale di Croatian Amor scalda il day 2 del Modulo Fest

Croatian Amor

Chiudi gli occhi, ascolta, lasciati andare… affoga.
Sintetizzatori, suoni singhiozzanti, caos calmo, questo è Croatian Amor, l’ultimo progetto del danese Loke Rahbek, che farà parte della line-up del #MODULOFEST2017 durante il Day 2, sabato 17 giugno alle 22.45 al Magazzino Darsena di Cervia.

croatian amorGli esordi di Loke Rahbek sono già memorabili: il suo primo progetto, The Wild Palms, viene rilasciato esclusivamente in cassette, cassette però non acquistabili in modo “convenzionale”. L’unico modo per poterne avere una copia era inviare all’email dell’artista una propria foto completamente nudi, con il titolo dell’album scritto sul corpo. Nasce così la relazione tra l’artista e il suo pubblico. Perché, dice lui: “Quando condividi un tuo progetto con qualcuno, è un po’ come mostrare la tua stessa pelle”.

croatian amorPassando da una band synthpop, fino a buttarsi nel rock sperimentale, si arriva ad oggi, a Croatian Amor, un progetto che Rahbek definisce “Bubblegum Industrial”.
Da “Genitalia Garden” a “Love means taking action”, fino all’ultima uscita “Finding people”, Croatian Amor ci trascina da qualche parte, senza capire davvero dove. Sintetizzatori, bassi persistenti, rumori di pioggia, aeroporti e spezzoni di notiziari, c’è tutto per lasciarsi trasportare in un altrove sconosciuto e farsi inghiottire in questo mondo inquietante e, allo stesso tempo, dannatamente seducente.

Ogni album, ogni canzone di Croatian Amor è un mix tra finzione e realtà, suoni di eventi e luoghi reali, voci e rumori familiari ci aiutano a tenerci aggrappati a qualcosa che già conosciamo, prima di trasportarci dove il resto della melodia ci vuole portare, in un mondo altro, una realtà distorta.
Sabato 17 giugno, quando sarete sotto le casse del #MODULOFEST2017, davanti a Croatian Amor, chiudete gli occhi, ascoltate, lasciatevi andare, affogate.

26.05.17 - La cattedrale sull’acqua di Magma: la svolta del Magazzino Darsena

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Prendete un magazzino del Settecento e riempitelo di musica, installazioni, in definitiva di vita. Il Magazzino del sale di Cervia – o Magazzino Darsenaè una delle location del Modulo Fest che andrà in scena, organizzato dal Collettivo Magma, il 16 e 17 giugno (il 18 ci si sposta al Woodpecker). Qui, a pochi metri dalla banchina, si alterneranno i dj e producer internazionali che Magma ha portato ancora una volta nella provincia di Ravenna.

12747384_807642146028789_1395820889485035677_o Il Magazzino del sale è un luogo nel quale si potrebbero girare film ambientati più o meno in ogni epoca. È un esempio di architettura industriale di un’era pre-industriale, con accesso diretto nel canale. Snodo logistico di inizio Settecento per la vendita del sale, oggi al visitatore contemporaneo ricorda una chiesa. I giochi di luce dovuti all’acqua che ne allaga una parte ricordano quelli della Basilica di San Vitale di Ravenna. Diviso in tre piani, ancora solido nonostante l’età, per descriverlo tocca attingere ai luoghi comuni del vocabolario: magico, fantastico, “splendida cornice”. Il problema è uno: il Magazzino è un luogo, come il Woodpecker, dove è meglio andare di persona anziché farselo raccontare.

Magazzino Darsena, installation "Their Voices" Il merito della sua riscoperta va data anche a Magma che ha – come minimo – il tocco magico per questi luoghi storici che la collettività sembrava aver dimenticato. Il bando per la gestione del Magazzino è infatti appena stato assegnato e nei prossimi anni la struttura tornerà a nuova vita, aperto tutto l’anno. Dopo il convento di San Francesco a Bagnacavallo, questa è la seconda struttura che Magma sceglie come luogo per le sue iniziative e poi viene data in gestione dall’ente pubblico. Scherzi a parte, le doti taumaturgiche non c’entrano: semplicemente quando un luogo simbolo della memoria si riempie di energie giovani è destinato a vedere andare avanti la sua storia, salvandosi dall’oblio.

23.05.17 - Roly Porter al Woodpecker: gli incubi sonori della terza legge di Newton

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Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Mai la terza legge di Newton era suonata così instabile, inquietante, destabilizzante. Quelle che per i princìpi della dinamica sono certezze, si trasformano nelle tutt’altro che rassicuranti frequenze di Roly Porter. Per raccontare la line up del #MODULOFEST17 partiamo dalla fine, dal live-set che chiuderà il 18 giugno al Woodpecker la tre giorni di festival organizzata da MAGMA.

Roly Porter è una delle due facce di Vex’d (assieme a Jamie Teasdale, aka, Kuedo), pioneristico progetto proiettato verso un approccio industriale e abrasivo alla dubstep. Imboccata la strada solitaria, a metà degli anni Zero, il producer londinese insegue il tentativo di sfuggire ai vincoli di un genere che ormai gli andava stretto. Viscerale, metallico, graffiante, riverberato, il suo terzo album (che segue i primi due lavori, “Aftertime” e “Life Cycle of Massive Star”) si rifà al noto principio newtoniano, tramutandolo in un futuristico incubo del presente. Non è semplice “ambient”. Sono composizioni fatte di rimbalzi che riecheggiano insistentemente fino a penetrare la pelle, che si alternano a respiri dilatati, quasi celestiali, con inserti di violoncello o fraseggi monastici.

“Third Law” è una miscela di tutto ciò che Roly ha ascoltato e apprezzato nel panorama della sound-system music, approfondendone i risvolti più compositivi, trascinato da sperimentazioni intime. In questo, “Third Law” è l’occasione per relazionarsi anche con il passato. Ma al tempo stesso è un’emancipazione definitiva dalla “dance”, che dà a Roly Porter la libertà di esplorare il proprio sound design, senza doversi affidare a stereotipi o metriche convenzionali, per potere esprimere al meglio i propri sentimenti rinnegando regole o idee precostruite.

Ascoltarlo a occhi chiusi proietta in un mondo alla John Carpenter o alla Blade Runner
(sentitevi “Departure stage”, per citare un pezzo), dove la speranza di un lieto fine è lontana, come l’eco che viene rispedita all’orecchio di chi ascolta fiducioso: reazione contraria a uno stimolo iniziale – proprio come diceva Newton -, ma più distorta che mai.

16.05.17 - Woodpecker, l’occhio nel cielo riaperto dal MODULO FEST

Uno scorcio della cupola dell'ex discoteca

Un occhio nel cielo. A fotografarlo dall’alto doveva essere quello l’effetto: la cupola come il tondo della pupilla, la piattaforma sull’acqua come l’iride che cambia colore con la luminosità della giornata e, tutto attorno, i campi di barbabietole. Nessuna canna palustre, niente sterpaglie, nessun murales e nemmeno rave party clandestini. Solo un’architettura poetica, geniale, avveniristica, che avrebbe dovuto soddisfare le logiche dell’intrattenimento danzereccio della Riviera. In una parola: discoteca.
Sembra strano, a vederlo oggi, che il Woodpecker nel 1966 avesse queste sembianze. Ma l’architetto Filippo Monti lo aveva pensato e realizzato proprio così. E così se lo ricordava poche settimane prima di morire, a 87 anni, il 15 dicembre 2015. Nel giugno di quello stesso anno nasceva il MODULO FEST di MAGMA.

img_6489-2Due anni dopo – e siamo a oggi – il #MODULOFEST17 torna in questo luogo di pace, dimenticato per circa 45 anni da quando la discoteca chiuse definitivamente. Le date da segnare sono quelle del 16, 17, 18 giugno (tra le location anche il Magazzino Darsena di Cervia). Qui, nelle passate edizioni si sono esibiti prima del crepuscolo (l’unica fonte di luce in zona arriva da un generatore portato per l’occasione) Biosphere e HDADD (2016), Simon Balestrazzi, Luca Sigurtà, Von Tesla e Vaghe Stelle (2015).

Ancora una volta, quest’anno, scoprirete il Woodpecker del presente: le canne palustri hanno riempito le vasche ritagliate sulla piattaforma in marmo giallo di Siena, sospesa su una falda acquifera che alimenta tutto il perimetro. La scalinata per superare l’argine, sgretolata tra i rovi ma permanente come un tempio azteco. La cupola in vetroresina, con le sue falci e l’oblò sulla vetta – realizzate 51 anni fa da una ditta di barche da corsa e montata in un solo giorno – che unisce la visione minimalista dell’architetto a suggestioni antiche; ora ospita al suo interno il murales di uno fra i più importanti street artist degli ultimi tempi, Blu, che in anni indefiniti ha dipinto un abbraccio circolare fatto di mostri postmoderni, di torture medievali, di bocche fameliche e sguardi inquietanti che puntano verso quel che resta della vecchia consolle in cemento.
Fate un gioco di risonanza: mettetevi al centro della pista da ballo o con le spalle contro uno degli archi che sorreggono la cupola, e provate a parlare. Chi sta dalla parte opposta a voi avrà la sensazione di sentirvi urlare a un passo dal suo orecchio.

18582202_1178128892313444_3580788209140903069_nPotrebbe essere l’ultima volta che lo vedete così. Il Woodpecker da quest’anno è al centro di un bando emesso dal Comune di Cervia, formulato col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Un concorso che si chiuderà proprio 8 giorni dopo il MODULO FEST. Chi si aggiudicherà la struttura l’avrà in concessione per 9 anni, rinnovabili di altri 6 a un canone progressivo che parte da mille e arriva a tremila euro. I lavori, che devono concludersi entro 12 mesi potrebbero restituire un Woodpecker con una veste inedita. Prima di morire, l’architetto Monti sperava venisse riqualificato come parco dedicato alla cultura e alle arti. Sarà questo il futuro del suo occhio nel cielo?

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