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16.05.17 - Woodpecker, l’occhio nel cielo riaperto dal MODULO FEST

Uno scorcio della cupola dell'ex discoteca

Un occhio nel cielo. A fotografarlo dall’alto doveva essere quello l’effetto: la cupola come il tondo della pupilla, la piattaforma sull’acqua come l’iride che cambia colore con la luminosità della giornata e, tutto attorno, i campi di barbabietole. Nessuna canna palustre, niente sterpaglie, nessun murales e nemmeno rave party clandestini. Solo un’architettura poetica, geniale, avveniristica, che avrebbe dovuto soddisfare le logiche dell’intrattenimento danzereccio della Riviera. In una parola: discoteca.
Sembra strano, a vederlo oggi, che il Woodpecker nel 1966 avesse queste sembianze. Ma l’architetto Filippo Monti lo aveva pensato e realizzato proprio così. E così se lo ricordava poche settimane prima di morire, a 87 anni, il 15 dicembre 2015. Nel giugno di quello stesso anno nasceva il MODULO FEST di MAGMA.

img_6489-2Due anni dopo – e siamo a oggi – il #MODULOFEST17 torna in questo luogo di pace, dimenticato per circa 45 anni da quando la discoteca chiuse definitivamente. Le date da segnare sono quelle del 16, 17, 18 giugno (tra le location anche il Magazzino Darsena di Cervia). Qui, nelle passate edizioni si sono esibiti prima del crepuscolo (l’unica fonte di luce in zona arriva da un generatore portato per l’occasione) Biosphere e HDADD (2016), Simon Balestrazzi, Luca Sigurtà, Von Tesla e Vaghe Stelle (2015).

Ancora una volta, quest’anno, scoprirete il Woodpecker del presente: le canne palustri hanno riempito le vasche ritagliate sulla piattaforma in marmo giallo di Siena, sospesa su una falda acquifera che alimenta tutto il perimetro. La scalinata per superare l’argine, sgretolata tra i rovi ma permanente come un tempio azteco. La cupola in vetroresina, con le sue falci e l’oblò sulla vetta – realizzate 51 anni fa da una ditta di barche da corsa e montata in un solo giorno – che unisce la visione minimalista dell’architetto a suggestioni antiche; ora ospita al suo interno il murales di uno fra i più importanti street artist degli ultimi tempi, Blu, che in anni indefiniti ha dipinto un abbraccio circolare fatto di mostri postmoderni, di torture medievali, di bocche fameliche e sguardi inquietanti che puntano verso quel che resta della vecchia consolle in cemento.
Fate un gioco di risonanza: mettetevi al centro della pista da ballo o con le spalle contro uno degli archi che sorreggono la cupola, e provate a parlare. Chi sta dalla parte opposta a voi avrà la sensazione di sentirvi urlare a un passo dal suo orecchio.

18582202_1178128892313444_3580788209140903069_nPotrebbe essere l’ultima volta che lo vedete così. Il Woodpecker da quest’anno è al centro di un bando emesso dal Comune di Cervia, formulato col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Un concorso che si chiuderà proprio 8 giorni dopo il MODULO FEST. Chi si aggiudicherà la struttura l’avrà in concessione per 9 anni, rinnovabili di altri 6 a un canone progressivo che parte da mille e arriva a tremila euro. I lavori, che devono concludersi entro 12 mesi potrebbero restituire un Woodpecker con una veste inedita. Prima di morire, l’architetto Monti sperava venisse riqualificato come parco dedicato alla cultura e alle arti. Sarà questo il futuro del suo occhio nel cielo?